….Il sabato è il giorno di Dio, è il giorno del Signore e Gesù qui si
proclama Signore del sabato.
Chi è allora Gesù? Quest’Uomo, questo Figlio dell’Uomo? È il
Signore del sabato.
Siccome il Signore del sabato si è fatto uomo, ha toccato il
lebbroso, ha perdonato il peccatore, mangia con i peccatori, sta con
noi, siccome questo Figlio dell’Uomo che è il Signore del sabato sta
con noi, allora il sabato è per noi, allora Dio è per noi, non possiamo
più dubitarne.

In questo Uomo che è il Signore del sabato, cioè che è Dio,
noi vediamo come Dio ci viene incontro. Ci viene incontro come al
lebbroso, come al paralitico ci fa camminare, come a Levi ci chiama,
come agli altri peccatori con lui mangia insieme e con loro celebra le
nozze.
Perché c’è questo Figlio dell’Uomo con noi, allora
comprendiamo che Dio è per noi, il sabato è per noi e noi possiamo
ormai vivere la pienezza della vita divina, noi peccatori oggi. Per cui
viviamo ormai sempre di sabato, sempre di festa.

…Come vedete il brano con immagini molto semplici, ma molto
evocative – questo sabato che è la festa, è la gioia, questi campi
seminati con la gioia del frutto della terra, camminare sui campi,
mangiare le spighe e i farisei dietro “Non è lecito” – e Gesù che dice :
“Certo che non è lecito, anche Davide fece ciò che non è lecito” e fa
ciò che non è lecito perché c’è qualcos’altro di diverso tra ciò che è
lecito e l’illecito.
C’è che il sabato, Dio e ogni legge è ormai fatta per l’uomo,
perché il Figlio dell’Uomo è con voi e Dio stesso è per voi. Allora il
problema non è lecito o non lecito, il problema è vivi e non vivi di
questo amore? di questo mondo? di questa libertà?

questa la nuova legge: vivi di sabato, cioè vivi della festa,
della gioia di Dio?
Oppure sei ancora lì a vedere è lecito, non è lecito? Cioè
ancora schiavo della legge?
Oppure vivi la nuova economia della libertà, di uno che sa
amare perché è amato, quindi mangia di sabato.
Questo brano è un invito ad entrare in modo più pieno nel
sabato, nella gioia di Dio. Perché? Perché ormai quest’Uomo è il
Signore stesso del sabato, quello che sta con noi, che ci perdona, ci
tocca e ci chiama.
Come vedete Gesù è venuto a dare un’immagine nuova di
Dio. Un’immagine molto umana, che – se volete – risponde anche al
desiderio più profondo dell’uomo, di vivere di Dio. Però che
contraddice tutta una forma di religiosità che si basa sulla
distinzione tra uomo e Dio, sulla legge, sulle norme, non sulla
comunione di vita tra l’uomo e Dio.
Questo brano, invece, parla della comunione di vita: mangiare
di sabato è questo, comunione di vita con Dio da vivere qui è ora,
per cui non siamo persone che stanno in attesa di un futuro in cui se
facciamo i bravi Dio ci concederà qualche cosa, siamo persone che
nel presente vivono nella gioia di Dio che si dona, che ci perdona
dove sbagliamo e nella gioia di poter vivere la libertà dell’amore
verso di Lui e verso gli altri – questo è il senso del pane, cioè di una
vita vivibile.