Il  brano evangelico di Marco (2, 1-12) proposto dalla liturgia,  racconta l’arrivo di Gesù a Cafàrnao: «Tanta gente segue Gesù, sempre, qui non c’era posto per nessuno, fino alla porta». Ma «si può pensare che quella gente segua Gesù per il proprio interesse, per avere qualcosa; e può darsi: la salute, una parola di conforto». Forse «la purezza di intenzione non era totale, non era proprio perfetta, è sempre immischiata, anche in noi». Del resto  «quante volte anche noi seguiamo Gesù per qualche interesse, per qualche cosa, perché è conveniente». Infatti «la purezza di intenzione è una grazia che si trova nel cammino: l’importante è seguire Gesù, camminare dietro a Gesù».

Il Vangelo dunque ci racconta di «questa gente» che «andava dietro a Gesù, camminava, lo cercava perché c’era qualcosa in Gesù che l’attirava: quell’autorità con la quale lui parlava, le cose che diceva e come le diceva, si faceva capire». E inoltre Gesù «guariva e tanta gente andava dietro a lui per farsi guarire». Tanto che «alcune volte Gesù rimproverò, quando si accorse che lo cercavano con tanto interesse materiale: per esempio, quella volta in cui ha detto alla gente, dopo la moltiplicazione dei pani: “Ma voi mi cercate non per sentire la parola di Dio ma perché vi ho dato da mangiare!”». E diceva così «per far vedere la differenza».

Ci sono state occasioni in  in cui «la gente voleva farlo re, perché pensava: “Questo è il politico perfetto e con questo le cose andranno bene, non ci saranno problemi”». Ma «la gente sbagliava» a ragionare in questo modo. E difatti «Gesù se ne è andato, si è nascosto». Ma è anche vero che «Gesù lasciava sempre che la gente lo seguisse un po’ con questa purezza di intenzione non piena, imperfetta, perché sapeva che tutti siamo peccatori».

In realtà «il problema più grande non erano quelli che seguivano Gesù, ma quelli che restavano fermi», gli uomini «fermi, che erano all’orlo del cammino, guardavano, seduti». Marco, nel suo Vangelo, scrive proprio che «erano seduti là alcuni scribi», i quali «non seguivano» Gesù ma «guardavano dal balcone; non andavano camminando nella propria vita, “balconavano” la vita; non rischiavano mai, giudicavano soltanto; erano i puri e non s’immischiavano». E anche i loro «giudizi erano forti». Marco racconta che vedendo la folla intorno a Gesù «pensavano in cuor loro: “Che gente ignorante, che gente superstiziosa!”». Ma «quante volte  anche a noi, quando vediamo la pietà della gente semplice, viene in testa quel clericalismo che fa tanto male alla Chiesa e giudichiamo la gente semplice» pensando che sia «superstiziosa».

Certo «la gente è peccatrice, come io sono peccatore, tutti lo siamo». Ma la gente «cerca Gesù, cerca qualcosa, cerca la salvezza». Invece quel «gruppo» di uomini «fermi erano lì, al balcone, guardavano e giudicavano»

Invece «la gente che seguiva Gesù rischiava» . Essa «rischiava per incontrare Gesù, per trovare quello che voleva». Basti pensare, ha proseguito, all’episodio che Marco racconta nel Vangelo odierno: «Non potendo portare il paralitico davanti a Gesù, a causa della folla», le persone che lo accompagnavano «scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un’apertura, calarono la barella». Così facendo «questi uomini hanno rischiato quando hanno fatto il buco sul tetto: hanno rischiato che il padrone della casa facesse loro causa, li portasse dal giudice e li facesse pagare: hanno rischiato, ma volevano andare da Gesù».

«Pensiamo alla peccatrice nella casa di Simone: entrava lì, disperata, piangeva, i capelli tutti in disordine, col profumo in mano. E Simone la guardò e disse: “Sfacciata, se questo fosse un profeta e sapesse chi è questa!”». Anche quella donna «rischiò di essere giudicata». Come pure «la samaritana rischiò quando ha incominciato a discutere con Gesù: da adultera che era, rischiò e trovò la salvezza».

Tutte storie di donne, insomma. Sarà perchè,le donne rischiano più degli uomini: è vero, sono più brave e questo dobbiamo riconoscerlo».

«Seguire Gesù non è facile ma è bello e sempre si rischia, e tante volte si diventa ridicoli». Ma «si trova una cosa importante: ti sono perdonati i peccati». Perché «dietro a quella grazia che noi chiediamo — la salute o la soluzione di un problema o quel che sia — c’è la voglia di essere guariti nell’anima, di essere perdonati».

In realtà  «tutti noi sappiamo di essere peccatori e per questo seguiamo Gesù per incontrarlo». E «rischiamo» pensando: «Io rischio o seguo Gesù sempre secondo le regole della compagnia di assicurazione? Fino a qui, non fare il ridicolo, non fare questo, non fare quello!». Ma non si segue Gesù «troppo educatamente». Anzi, così facendo, «si rimane seduti» come gli scribi nel Vangelo «che giudicavano». Invece «seguire Gesù, perché abbiamo bisogno di qualcosa», e rischiando anche di persona, «significa seguire Gesù con fede: questa è la fede».

Insomma ci si deve affidare «a Gesù, fidarsi di Gesù»: proprio «con questa fede nella sua persona.

(Papa Francesco)