ia Giovanni Battista che Gesù indicavano alla moltitudine un cammino nuovo. Ma Gesù, dopo aver aderito al movimento di Giovanni Battista, e dopo essere stato da lui battezzato, dette un passo in più e creò il suo movimento. Battezzò le persone nel fiume Giordano, quando lo faceva anche Giovanni Battista. Tutti e due attiravano la gente povera ed abbandonata della Palestina, annunciando la Buona Notizia del Regno di Dio.
• Gesù, il nuovo predicatore, aveva un certo vantaggio su Giovanni Battista. Battezzava più gente ed attraeva più discepoli. Sorse così una tensione tra i discepoli di Giovanni e quelli di Gesù riguardo alla “purificazione”, cioè riguardo al valore del battesimo. I discepoli di Giovanni Battista provavano una certa invidia ed andarono a parlare con Giovanni per informarlo del movimento di Gesù.
• La risposta di Giovanni ai suoi discepoli è una bella risposta, che rivela la grandezza d’animo. Giovanni aiuta i suoi discepoli a vedere le cose con più oggettività. E si serve di tre argomenti: a) Nessuno riceva nulla che non gli è dato da Dio. Se Gesù fa cose così belle, è perché le riceve da Dio (Gv 3,27). Invece di invidia, i discepoli dovrebbero sentire gioia. b) Giovanni riafferma di nuovo che lui, Giovanni, non è il Messia ma solamente il precursore (Gv 3,28). c) E alla fine usa un paragone, tratto dalle feste delle nozze. In quel tempo, in Palestina, il giorno delle nozze, a casa della sposa, i così detti “amici dello sposo” aspettavano l’arrivo dello sposo per poter presentarlo alla sposa. In questo caso, Gesù è lo sposo, la moltitudine è la sposa, Giovanni è l’amico dello sposo. Giovanni Battista dice che, nella voce di Gesù, riconosce la voce dello sposo e può presentarlo alla sposa, alla moltitudine. In questo momento, la sposo, la gente, lascia l’amico dello sposo e va dietro Gesù, perché riconosce in lui la voce del suo sposo! Per questo è grande l’allegria di Giovanni, “allegria completa”. Giovanni non vuole niente per sé! La sua missione è presentare lo sposo alla sposa! La frase finale riassume tutto: “E’ necessario che lui cresca e che io diminuisca!” Questa frase è anche il programma di qualsiasi persona seguace di Gesù.
• In quella fine del primo secolo, sia in Palestina come in Asia Minore, dove c’era qualche comunità di giudei, c’era anche gente che era stata a contatto con Giovanni Battista o che era stata battezzata da lui (At 19,3). Visto dal di fuori, il movimento di Giovanni Battista e quello di Gesù erano molto simili tra di loro. I due annunciavano la venuta del Regno (cf. Mt 3,1-2; 4,17). Ci deve essere stata una certa confusione tra i seguaci di Giovanni e quelli di Gesù. Per questo era molto importante la testimonianza di Giovanni su Gesù. Tutti e quattro i vangeli si preoccupano di riportare le parole di Giovanni Battista dicendo che lui non è il messia. Per le comunità cristiane, la risposta cristiana, la risposta di Giovanni “Lui deve crescere e io devo diminuire” era valida non solo per i discepoli di Giovanni dell’epoca di Gesù, ma anche per i discepoli delle comunità batiste della fine del primo secolo.