Gesù, nel Vangelo ci fa capire  un  modo di cercare la giustificazione: non per la gratuità del Signore, non per le nostre opere». E così «fa vedere quelli che si credono giusti per le apparenze: appaiono come giusti e a loro piace fare questo e sanno fare proprio la “faccia di immaginetta”, proprio come se fossero santi». Invece «sono ipocriti: “Guardatevi bene dal lievito dei farisei, che è l’ipocrisia”» si legge infatti nel passo evangelico di Luca (12, 1-7). «Dentro, lui stesso ha detto che è tutto sporco, ma da fuori  si fanno vedere come giusti, come buoni: a loro piace passeggiare e farsi vedere ben eleganti, ostentare quando pregano e quando digiunano, quando danno l’elemosina». Però «tutto è apparire, apparire, ma dentro al cuore non c’è nulla, non c’è sostanza in quella vita, è una vita ipocrita: cioè, come dice la parola, sotto c’è la verità e la verità è nulla».

Ed ecco perché «è saggio il consiglio di Gesù davanti a questa gente: fate quello che dicono perché dicono verità, ma non quello che fanno perché fanno il contrario». In effetti «questi truccano l’anima, vivono del trucco: la santità è un trucco per loro». Invece «Gesù sempre ci chiede di essere veritieri, ma veritieri dentro al cuore: e se qualcosa appare, che appaia questa verità, quello che è dentro al cuore».

Proprio per questa ragione Gesù dà «quel consiglio: quando tu preghi, vai a farlo di nascosto; quando tu digiuni, lì sì, truccati un po’, perché nessuno veda nella faccia la debolezza del digiuno; e quando tu dai l’elemosina, che la tua mano sinistra non sappia quello che fa la destra, fallo di nascosto». Insomma, Gesù consiglia esattamente «il contrario di quello che fa questa gente: apparire». In loro c’è «la giustificazione dell’apparenza: sono bolle di sapone che oggi ci sono e domani non ci sono più». Invece «Gesù ci chiede coerenza di vita, coerenza fra quello che facciamo e quello che viviamo».

(Papa Francesco)