«Con che autorità fai questo?». Gesù risponde a sua volta con una domanda — «Il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini?» — e così non asseconda la loro falsa curiosità. Solo più tardi, davanti al sommo sacerdote che era «l’autorità del popolo», rivelerà quello che gli avevano chiesto scribi e anziani. Prima di allora non lo fa, perché capisce che il vero obiettivo dei suoi interlocutori è quello di «tendergli una trappola». Ci provano in vari modi, «Ma dimmi, maestro si può, si devono pagare le tasse a Cesare?». Oppure: «Dimmi, maestro, questa donna è stata trovata in adulterio. Dobbiamo compiere la legge di Mosè o c’è un’altra strada?». Ogni domanda è un tranello per metterlo all’angolo, per indurlo a dire una cosa sbagliata e trovare un pretesto per condannarlo.

Ma perché Gesù costituiva un problema? «Non è perché lui faceva i miracoli» . E nemmeno perché predicava e parlava della libertà del popolo. «Il problema che scandalizzava questa gente  era quello che i demoni gridavano a Gesù: “Tu sei il Figlio di Dio, tu sei il santo”. Questo, questo è il centro». Ciò che di Gesù scandalizza è la sua natura di Dio incarnato. E come a lui, anche a noi «tendono trappole nella vita; quello che scandalizza della Chiesa è il mistero dell’incarnazione del Verbo: quello non si toglie, quello il demonio non lo toglie». Anche adesso sentiamo dire spesso: «Ma voi cristiani, siate un po’ più normali, come le altre persone, ragionevoli, non siate tanto rigidi». Dietro questo invito, in realtà, c’è la richiesta di non annunciare che «Dio si è fatto uomo», perché «l’incarnazione del Verbo è lo scandalo».

Quando il sommo sacerdote gli domanda: «Sei tu il Cristo, il Figlio di Dio?», Gesù risponde sì e subito viene condannato a morte. «Questo è il centro della persecuzione»  Infatti «se noi diventiamo cristiani ragionevoli, cristiani sociali, di beneficenza soltanto, quale sarà la conseguenza? Che non avremo mai martiri». Al contrario, quando affermiamo che «il Figlio di Dio è venuto e si è fatto carne, quando noi predichiamo lo scandalo della croce, verranno le persecuzioni, verrà la croce».

In conclusione chiediamo al Signore «di non aver vergogna di vivere con questo scandalo della croce». E invochiamo da Dio la sapienza, la saggezza per «non lasciarci intrappolare dallo spirito del mondo che sempre farà proposte educate, proposte civilizzate, proposte buone». Dietro tali richieste, si nega proprio «il fatto che il Verbo si è incarnato», un fatto che «scandalizza» e «distrugge l’opera del diavolo».

(Papa Francesco)