«L’apostolo Giovanni continua a parlare ai primi cristiani sui due comandamenti che Gesù ci ha insegnato: amare Dio e amare il prossimo». Si legge, infatti, nel passo della sua prima lettera (4, 7-10) proposto dalla liturgia: «Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio». E «questa parola “amore” è una parola che si usa tante volte e non si sa, quando si usa, cosa significhi esattamente». Che cosa è, dunque, l’amore? A volte, ha detto il Pontefice, «pensiamo all’amore delle telenovele: no, quello non sembra amore. O l’amore può sembrare un entusiasmo per una persona e poi si spegne».

La questione vera, dunque, è: «da dove viene il vero amore?». Scrive Giovanni: «Chiunque ama è stato generato da Dio, perché Dio è amore». L’apostolo non dice «ogni amore è Dio». Dice invece: «Dio è amore». E, prosegue Giovanni, «Dio ci ha amato tanto da mandare nel mondo il suo Figlio unigenito, perché noi avessimo la vita per mezzo di lui». Perciò ecco «Dio che dà la sua vita in Gesù, per dare a noi la vita». Dunque, «l’amore è bello, amare è bello e nel cielo ci sarà soltanto l’amore, la carità: lo dice Paolo». E se l’amore «è bello, si fa sempre forte e cresce nel dono della propria vita: cresce nel dare se stesso agli altri».

«In questo sta l’amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi». E ha rimarcato che «Dio ci ha amato per primo; lui ci ha dato la vita per amore, ha dato la vita e suo Figlio per amore». Perciò «quando noi troviamo Dio, c’è sempre una sorpresa: è lui che ci aspetta per primo; è lui che trova noi».

(Papa Francesco)