Nel Vangelo  Gesù ci dice una cosa: “Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi, ma il Paraclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà in mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto”». Dunque il cuore deve essere «fisso nello Spirito Santo», un dono «che Gesù ci ha mandato. Paolo aveva il suo cuore fisso nello Spirito Santo e tutti noi, se vogliamo trovare fermezza nella nostra vita tra le vicende umane che tutti noi abbiamo, dobbiamo andare da lui. Lui è nel nostro cuore, lo abbiamo ricevuto nel battesimo. Lo Spirito Santo ci dà forza, ci dà questa fermezza per andare avanti nella vita tra tante vicende».

In proposito «Gesù  dice due cose di questo Spirito Santo: vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò. Abbiamo visto come insegna a Paolo cosa deve fare con questa capacità di cambiare di scenario». Egli insegna e ricorda.

Ma «cosa ricorda lo Spirito Santo a Paolo?» si è domandato il Pontefice. Innanzitutto gli «ricorda il messaggio di salvezza: Dio ha voluto salvarci. Il grande riferimento di Paolo è questo: Dio ha voluto salvarci in Gesù Cristo. Così è stato lo Spirito Santo a dare fermezza al cuore di Paolo In mezzo alle persecuzioni, ai problemi, alle discussioni, alle invidie, alle gelosie». In questo capitolo degli Atti degli apostoli, infatti, c’è «una parola che si ripete: è gelosia. La gelosia dei capi delle sinagoghe» che osteggiavano Paolo. Ma egli riesce comunque ad andare avanti e a superare «tanti problemi, perché ha il cuore fisso nello Spirito Santo».

Questo episodio, deve spingere il cristiano a chiedersi: «Come è il mio cuore? È un cuore che sembra un ballerino, che va da una parte all’altra, che sembra una farfalla alla quale oggi piace questo, poi va da quello, ed è sempre in movimento? È un cuore che si spaventa delle vicende della vita, si nasconde e ha paura di dare testimonianza di Gesù Cristo? È un cuore coraggioso o è un cuore che ha tanto timore e cerca sempre di nascondersi? Di che cosa si cura il nostro cuore? Qual è il tesoro al quale il nostro cuore è attaccato? È un cuore fisso nelle creature, nei problemi che tutti abbiamo? È un cuore fisso negli dei di tutti giorni o è un cuore fisso nello Spirito Santo? Dove è la fermezza del nostro cuore?».

«Ci farà bene domandarci questo. E anche fare memoria di tante vicende che noi abbiamo ogni giorno: a casa, nel lavoro, con i figli, con la gente che abita con noi, con i compagni di lavoro, con tutti». Noi i lasciamo prendere da ognuna di «queste vicende» o le affrontiamo «con il cuore fisso che sa dov’è l’unico che dà fermezza al nostro cuore, lo Spirito Santo?». Certamente, ha concluso, «ci farà bene pensare che noi abbiamo un bel dono che ci ha lasciato Gesù: questo Spirito di fortezza, di consiglio che ci aiuta ad andare avanti. Andare avanti fra le vicende di tutti i giorni. Facciamo questo esercizio oggi di domandarci come è il nostro cuore. È fermo o no? E se è fermo, dove si ferma, nelle cose o nello Spirito Santo?».

(Papa Francesco)