All’inizio della quaresima la Chiesa «ci fa leggere, ci fa sentire questo messaggio» che «potremmo intitolare lo stile cristiano: “Se qualcuno vuole venire dietro a me, cioè essere cristiano, essere mio discepolo, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua”. Perché lui, Gesù, è andato per primo su questo cammino».
«Il figlio dell’uomo deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti, e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno». Noi  «non possiamo pensare alla vita cristiana fuori da questa strada, da
questo cammino che lui ha fatto per primo». È «il cammino dell’umiltà, anche dell’umiliazione,
dell’annientamento di se stesso», in quanto «lo stile cristiano senza croce non è affatto cristiano»
e «se la croce è una croce senza Gesù, non è cristiana».
Assumere uno stile di vita cristiano dunque significa «prendere la croce con Gesù e andare
avanti». Cristo stesso ci ha mostrato questo stile annientando se stesso. Egli, pur essendo uguale
a Dio  non se ne vantò, non si considerò «un bene irrinunciabile, ma
annientò se stesso» e si è fece «servo per tutti noi».
È questo lo stile di vita che «ci salverà, ci darà gioia e ci farà fecondi. Perché questo cammino che
porta a rinnegare se stesso, è fatto per dare vita; è il contrario del cammino dell’egoismo», cioè
«quello che porta a essere attaccato a tutti i beni solo per sé». Questo invece è un cammino
«aperto agli altri, perché è lo stesso fatto da Gesù». Dunque è un cammino «di annientamento per
dare vita. Lo stile cristiano è proprio in questo stile di umiltà, di mitezza, di mansuetudine. Chi
vuole salvare la propria vita la perderà. Nel Vangelo Gesù ripete questa idea. Ricordate quando
parla del chicco di grano: questo seme se non muore non può dare frutto» (cfr. Giovanni, 12, 24).
Si tratta di un cammino da compiere «con gioia, perché  è lui stesso che
ci dà la gioia. Seguire Gesù è gioia». Ma bisogna seguirlo con il suo stile «e non con
lo stile del mondo», facendo ciò che ognuno può: l’importante è farlo «per dare vita agli altri non
per dare vita a se stessi. È lo spirito di generosità».
Ecco allora la strada da seguire: «Umiltà, servizio, niente egoismo, non sentirsi importanti o farsi
davanti agli altri come una persona importante: sono cristiano…!».
«Pensiamo a Gesù che è davanti a noi che ci guida per quella strada. Questa
è la nostra gioia e questa è la nostra fecondità: andare con Gesù. Altre gioie non sono feconde,
pensano soltanto, come dice il Signore, a guadagnare il mondo intero ma alla fine a perdere e
rovinare se stesso».
Perciò «all’inizio della quaresima  chiediamo al Signore che ci
insegni un po’ questo stile cristiano di servizio, di gioia, di annientamento di noi stessi e di
fecondità con lui, come lui la vuole».

(Papa Francesco)