«Per favore, non facciamo affari con il demonio» e prendiamo sul serio i pericoli che derivano dalla sua presenza nel mondo.La presenza del demonio  è nella prima pagina della Bibbia e la Bibbia finisce anche con la presenza del demonio, con la vittoria di Dio sul demonio». Ma questi, ha avvertito, torna sempre con le sue tentazioni. E sta a noi «non essere ingenui».

L’evangelista riferisce anche dei commenti di quanti assistono perplessi e accusano Gesù di magia o, tutt’al più, gli riconoscono di essere solo un guaritore di persone colte da epilessia. Anche oggi «ci sono preti che quando leggono questo brano e altri brani del Vangelo, dicono: Gesù ha guarito una persona da una malattia psichica». Certamente «è vero che in quel tempo si poteva confondere l’epilessia con la possessione del demonio ma è anche vero che c’era il demonio. E noi non abbiamo il diritto di rendere la cosa tanto semplice», liquidandola come se si trattasse di malati psichici e non di indemoniati.

Tornando al Vangelo, Gesù ci offre alcuni criteri per capire questa presenza e reagire. «Come andare per la nostra strada cristiana quando ci sono le tentazioni? Quando entra il diavolo per disturbarci?». Il primo dei criteri suggeriti dal brano evangelico «è che non si può ottenere la vittoria di Gesù sul male, sul diavolo, a metà».  «O sei con me o sei contro di me; chi non è con me è contro di me e chi non raccoglie con me disperde». Non si può continuare a credere che sia un’esagerazione: «O sei con Gesù o sei contro Gesù. E su questo punto non ci sono sfumature. C’è una lotta, una lotta in cui è in gioco la salvezza eterna di tutti noi». E non ci sono alternative, anche se a volte sentiamo «alcune proposte pastorali» che sembrano più accomodanti. «No! O sei con Gesù o sei contro. Questo è così. E questo è uno dei criteri».

Ultimo criterio è quello della vigilanza. «Dobbiamo sempre vigilare, vigilare contro l’inganno, contro la seduzione del maligno»  «Quando un uomo forte e ben armato fa la guardia al suo palazzo, ciò che possiede è sicuro. E noi possiamo farci la domanda: io vigilo su di me? Sul mio cuore? Sui miei sentimenti? Sui miei pensieri? Custodisco il tesoro della grazia? Custodisco la presenza dello Spirito Santo in me?». Se non si custodisce  «arriva uno che è più forte, lo vince, gli strappa via le armi nelle quali confidava e ne spartisce il bottino».

Sono questi, dunque, i criteri per rispondere alle sfide poste dalla presenza del diavolo nel mondo: la certezza che «Gesù lotta contro il diavolo»; «chi non è con Gesù è contro Gesù»; e «la vigilanza». C’è da tener presente,  «il demonio è astuto: mai è scacciato via per sempre, soltanto l’ultimo giorno lo sarà». Perché quando «lo spirito impuro esce dall’uomo, si aggira per luoghi deserti cercando sollievo e non trovandone, dice: ritornerò nella mia casa da cui sono uscito. Venuto, la trova spazzata e adorna; allora va, prende altri sette spiriti peggiori di lui, vi entrano e prendono dimora; e l’ultima condizione di quell’uomo diventa peggiore della prima».

Ecco perché è necessario vigilare. «La sua strategia  è questa: tu ti sei fatto cristiano, vai avanti nella tua fede, e io ti lascio, ti lascio tranquillo. Ma poi, quando ti sei abituato e non sei molto vigile e ti senti sicuro, io torno. Il Vangelo di oggi incomincia col demonio scacciato e finisce col demonio che torna. San Pietro lo diceva: è come un leone feroce che gira intorno a noi». E queste non sono bugie: «è la Parola del Signore».

«Chiediamo al Signore  la grazia di prendere sul serio queste cose. Lui è venuto a lottare per la nostra salvezza, lui ha vinto il demonio».

(Papa Francesco)