Il Vangelo , ci racconta di «questa gente» che «andava dietro a Gesù, camminava, lo cercava perché c’era qualcosa in Gesù che l’attirava: quell’autorità con la quale lui parlava, le cose che diceva e come le diceva, si faceva capire». E inoltre Gesù «guariva e tanta gente andava dietro a lui per farsi guarire».

 

In realtà «il problema più grande non erano quelli che seguivano Gesù, ma quelli che restavano fermi», gli uomini «fermi, che erano all’orlo del cammino, guardavano, seduti». Marco, nel suo Vangelo, scrive proprio che «erano seduti là alcuni scribi», i quali «non seguivano» Gesù ma «guardavano dal balcone; non andavano camminando nella propria vita, “balconavano” la vita; non rischiavano mai, giudicavano soltanto; erano i puri e non s’immischiavano».

Seguire Gesù non è facile ma è bello e sempre si rischia, e tante volte si diventa ridicoli». Ma «si trova una cosa importante: ti sono perdonati i peccati». Perché «dietro a quella grazia che noi chiediamo — la salute o la soluzione di un problema o quel che sia — c’è la voglia di essere guariti nell’anima, di essere perdonati».

In realtà, «tutti noi sappiamo di essere peccatori e per questo seguiamo Gesù per incontrarlo». E «rischiamo» pensando: «Io rischio o seguo Gesù sempre secondo le regole della compagnia di assicurazione? Fino a qui, non fare il ridicolo, non fare questo, non fare quello!». Ma non si segue Gesù «troppo educatamente». Anzi, così facendo, «si rimane seduti» come gli scribi nel Vangelo «che giudicavano». Invece «seguire Gesù, perché abbiamo bisogno di qualcosa», e rischiando anche di persona, «significa seguire Gesù con fede: questa è la fede».

Insomma ci si deve affidare «a Gesù, fidarsi di Gesù»: proprio «con questa fede nella sua persona»

(Papa Francesco)

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