Così è andata avanti la storia», come si evince anche dal brano del Vangelo di Matteo (1,1-16.18-23) che presenta la genealogia di Gesù: «Questo generò questo; questo generò questo; questo generò questo… Ma è la storia» . E «in questo elenco  ci sono dei santi e anche dei peccatori; ma la storia va avanti perché Dio ha voluto che gli uomini fossero liberi». Tuttavia «il giorno che l’uomo ha usato male la sua libertà, Dio lo ha cacciato via dal paradiso». La Bibbia ci dice che «gli ha fatto una promessa e l’uomo è uscito dal paradiso con speranza: peccatore, ma con speranze».

«Questo elenco di storia porta avanti i problemi, le guerre, le inimicizie, i peccati, ma anche la speranza. Il loro cammino non lo fanno da soli: Dio cammina con loro. Perché Dio ha fatto una opzione: ha fatto la opzione per il tempo, non per il momento». È «il Dio del tempo, è il Dio della storia, è il Dio che cammina con i suoi figli» fino alla «pienezza dei tempi», cioè quando suo Figlio si fa uomo.

Ecco allora che questo racconto un po’ ripetitivo «ha dentro questa ricchezza: Dio cammina con giusti e peccatori». E se il cristiano si riconosce peccatore, sa che Dio cammina anche con lui, «con tutti, per arrivare all’incontro definitivo dell’uomo con lui». Del resto, «il Vangelo, che fa questa storia da secoli, finisce in una cosa piccolina, in un piccolo paese, con questa storia di Giuseppe e Maria: lei si trovò incinta per opera dello Spirito Santo». Quindi «il Dio della grande storia è anche nella piccola storia, lì, perché vuole camminare con ognuno».

Nella Summa theologiae san Tommaso, ha una frase tanto bella che viene a proposito. Dice così: “Non spaventarsi delle cose grandi, ma anche avere conto delle piccole, questo è divino”». Perché Dio «sta nelle cose grandi, ma anche nelle cose piccine, nelle nostre cose piccine». Inoltre  «il Signore che cammina con Dio è anche il Signore della pazienza»: la pazienza «che ha avuto con tutte queste generazioni, con tutte queste persone che hanno vissuto la loro storia di grazia e peccato». Dio, «è paziente, Dio cammina con noi, perché lui vuole che tutti noi arriviamo a essere conformi all’immagine di suo Figlio». E «da quel momento che ci ha dato la libertà nella creazione — non l’indipendenza — fino a oggi continua a camminare».

«Oggi  siamo nell’anticamera di questa storia: la nascita della Madonna». E per questo al Signore «chiediamo nella preghiera che ci dia unità per camminare insieme e pace nel cuore. È la grazia di oggi: così arriviamo qui, perché il nostro Dio è paziente, ci ama, ci accompagna».

Oggi dunque possiamo guardare la Madonna, piccolina, santa, senza peccato, pura, prescelta per diventare la madre di Dio, e anche guardare questa storia che è dietro, tanto lunga, di secoli». Da qui alcune domande fondamentali: «Come cammino io nella mia storia? Lascio che Dio cammini con me? Lascio che lui cammini con me o voglio camminare da solo? Lascio che lui mi carezzi, mi aiuti, mi perdoni, mi porti avanti per arrivare all’incontro con Gesù Cristo?». Perché proprio questo sarà il fine del nostro cammino: incontrarci col Signore».

Così, c’è una domanda a cui «ci farà bene oggi» rispondere: «Lascio che Dio abbia pazienza con me?». Solo «guardando questa storia grande e anche questo piccolo paese», possiamo lodare il Signore e chiedere umilmente che ci doni la pace, quella pace del cuore che soltanto lui ci può dare, che soltanto ci dà quando noi lasciamo lui camminare con noi».

 (Papa Francesco)