Quali sono allora gli aspetti fondamentali della vicenda di Abramo di cui è importante fare memoria? Innanzitutto, egli «obbedì quando fu chiamato ad andare, e ad andarsene in un’altra terra che avrebbe ricevuto in eredità». Abramo, cioè, «si fidò. Obbedì. E se ne andò senza sapere dove andava». Egli quindi fu «uomo di fede, uomo di speranza». A cento anni e con la moglie sterile, «credette quando gli fu detto che avrebbe avuto un figlio». Credette «contro ogni speranza. Questo è nostro padre» «Se qualcuno cercasse di fare la descrizione della vita di Abramo, potrebbe dire: “Questo è un sognatore”». Ma attenzione: Abramo «non era un pazzo», il suo era il «sogno della speranza».

Un’identità confermata anche in seguito: «Messo alla prova, dopo avere avuto il figlio», quando poi il ragazzo divenne adolescente, «gli viene chiesto di offrirlo in sacrificio: obbedì e andò avanti contro ogni speranza». Ecco chi è il «nostro padre Abramo»: uno «che va avanti, avanti, avanti».

La grandezza del patriarca è stata fondata su un «patto» con Dio. «Da parte di Abramo» c’è stata «l’obbedienza: obbedì sempre». Da parte di Dio una promessa: «Quanto a me, ecco la mia alleanza con te: diventerai padre di una moltitudine di nazioni. Non ti chiamerai più Abram ma Abraham, perché padre di una moltitudine di nazioni». E Abramo ha creduto.

«Ti renderò molto, molto fecondo. Ti farò diventare nazioni e da te usciranno dei re». E poi, in un altro dialogo: «Senti, guarda, guarda in cielo: sei capace di contare le stelle?” — “Oh no, impossibile…” — “Così sarà la tua discendenza. Guarda la spiaggia del mare: sei capace di contare ognuno dei granelli di quella sabbia?” — “Ma è impossibile!” — “Così sarà la tua discendenza”».

Quindi, passando dalla memoria alla vita quotidiana, Francesco ha sottolineato: «Oggi noi in obbedienza all’invito della Chiesa, ci fermiamo e possiamo dire, con verità: “Io sono una di quelle stelle. Io sono un granello della sabbia”».

Ogni cristiano, quindi, è invitato a «guardare la storia» e a rendersi conto: «Io non sono solo, sono un popolo. Andiamo insieme. La Chiesa è un popolo. Ma un popolo sognato da Dio, un popolo che ha dato un padre sulla terra che obbedì, e abbiamo un fratello che ha dato la sua vita per noi, per farci popolo». Partendo da questa consapevolezza, «possiamo guardare il Padre, ringraziare; guardare Gesù, ringraziare; e guardare Abramo e noi, che siamo parte del cammino».

(Papa Francesco)