«La liturgia di oggi ci parla di mitezza, di umiltà; ci parla di ristoro di Dio, quando noi siamo stanchi, oppressi; ci parla di dolcezza». Ed è proprio «quello che Gesù dice nel Vangelo, quando loda il Padre: “Signore, tu hai nascosto queste cose ai dotti e le hai rivelate ai piccoli”». Il Signore ci parla di piccolezza, di quella piccolezza che piace a Dio».

 

Anche nella prima lettera di Giovanni apostolo (1,5-2,2), «quello che attira l’attenzione è lo stesso stile: ci fa pensare a un nonno che consiglia i suoi giovani nipoti». Difatti Giovanni «si rivolge a una “Chiesa adolescente”, ma anche a una Chiesa che, per rimanere in fedeltà, deve rimanere piccola come un bambino, aperta, umile».

 

Particolarmente significative, sono le prime parole della lettera di Giovanni: «Figlioli miei». In quell’espressione c’è «proprio la saggezza di un nonno che parla e ha una eredità». E «qual è il consiglio che dà? Non siate bugiardi! Non dite o non fate capire che Dio è un bugiardo». Ma «come dà questo consiglio? Con un paio di parole che si oppongono fra di loro: luce e tenebra; peccato e grazia». È evidente che «se noi diciamo di essere in comunione con Dio, che è luce, e camminiamo nelle tenebre, siamo bugiardi». Per questo Giovanni «semplicemente dice: rimanete nella luce; siate aperti con la verità del Vangelo; non andate su strade oscure, su strade tenebrose, perché lì non c’è la verità, lì si nasconde quell’altra cosa, non siate bugiardi!».

 

«Sempre la luce», insomma. Perciò «se tu dici che sei in comunione con il Signore, cammina nella luce: la doppia vita, no! Quella no!». Un no deciso, dunque, a «quella menzogna che noi siamo tanto abituati a vedere, a caderci dentro pure noi: dire una cosa e farne un’altra». È una tentazione che ricorre sempre. Ma «la menzogna noi sappiamo da dove viene: nella Bibbia, Gesù il diavolo lo chiama il “padre della menzogna”, il bugiardo».

Proprio «per questo, con tanta dolcezza, con tanta mitezza, questo nonno dice alla “Chiesa adolescente”: non essere bugiarda! Tu sei in comunione con Dio, cammina alla luce; fa opere di luce, non dire una cosa per farne un’altra, non la doppia vita e tutto questo». Quello di Giovanni è «un consiglio semplice, ma che ci aiuta perché ci porta a pensare a noi stessi».

(Papa Francesco)