Per avvicinare il malato a Gesù gli amici osano di tutto,«ma non hanno pensato ai rischi» che comporta «far salire la barella sul terrazzo» o anche al rischio «che il proprietario della casa chiamasse i poliziotti e li mandasse in galera».

Essi, infatti,«pensavano soltanto ad avvicinarsi a Gesù. Avevano fede».
Si tratta,  della «stessa fede di quella signora che anche, in mezzo alla folla,
quando Gesù andava a casa di Giairo, si è arrangiata per toccare il lembo della veste di Gesù, del
manto di Gesù, per essere guarita». La stessa fede del «centurione che disse: “No, no, maestro,
non disturbarti: soltanto una parola tua, e il mio servo sarà guarito». Una fede «forte, coraggiosa,
che va avanti», con il «cuore aperto».
A questo punto però,Gesù fa un passo avanti»: non dice semplicemente al paralitico
«Sii guarito», ma: «Ti sono perdonati i peccati».
Con questa novità Gesù ha innescato la reazioni di «quelli che avevano il
cuore chiuso». I quali «già accettavano — fino a un certo punto — che Gesù fosse un guaritore»;
ma che perdonasse anche i peccati per loro era «troppo». Pensavano: «Non ha diritto a dire
questo, perché soltanto Dio può perdonare i peccati».
Allora Gesù ribatte: «Perché pensate queste cose? Perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il
potere  di perdonare i peccati. Alzati,
prendi e guarisci». Gesù comincia a parlare con quel linguaggio «che a un certo punto scoraggerà
la gente», un linguaggio duro, con il quale «parla di mangiare il suo corpo come strada di
salvezza». Comincia, cioè, a «rivelarsi come Dio», cosa che poi farà chiaramente davanti al
sommo sacerdote dicendo: «Io sono il Figlio di Dio».
Un passo avanti che viene proposto anche alla fede dei cristiani. Ciascuno di noi, infatti, può avere
fede in «Cristo Figlio di Dio, inviato dal Padre per salvarci: sì, salvarci dalle malattie, tante cose
buone che il Signore ha fatto e ci aiuta a fare»; ma soprattutto bisogna avere fede che egli è
venuto per «salvarci dai nostri peccati, salvarci e portarci dal Padre». È questo, «il punto più difficile da capire». E non solo per gli scribi «che dicevano: “Ma, questo
bestemmia! Solo Dio può perdonare i peccati!”». Alcuni discepoli, infatti, «dubitano e se ne vanno»
quando Gesù si mostra «con una missione più grande di quella di un uomo, per dare quel
perdono, per dare la vita, per ricreare l’umanità». Tanto che lo stesso Gesù «deve chiedere al suo
piccolo gruppetto: “Anche voi volete andarvene?”».
Dalla domanda di Gesù, chiediamoci «Come è la
mia fede in Gesù Cristo? Credo che Gesù Cristo è Dio, è il Figlio di Dio? E questa fede mi cambia
la vita? Fa che nel mio cuore si rinnovi in quest’anno di grazia, quest’anno di perdono, quest’anno
di avvicinamento al Signore?».
È l’invito a scoprire la qualità della fede, consapevoli che essa «è un dono. Nessuno “merita” la
fede. Nessuno la può comprare».

(Papa Francesco)